Il processo trasfusionale presenta ad oggi margini di rischio non ancora azzerati, che possono avere conseguenze critiche sul paziente.
Durante il prelievo dei campioni in reparto, durante l’associazione campione/sacca presso il Centro Trasfusionale o durante la somministrazione delle sacche in reparto possono verificarsi errori che possono pregiudicare la sicurezza del paziente.
La percentuale di errore più elevata si può rilevare soprattutto nell'identificazione del paziente all'atto del prelievo di un campione di sangue da inviare per il controllo pre-trasfusionale nonché all'atto della somministrazione in reparto degli emocomponenti rilasciati dal Servizio Trasfusionale.
Con lo scopo di eliminare l’errore trasfusionale è nato il sistema “SafeBlood” progettato e brevettato da Id-Solutions in collaborazione con RFID Lab dell’Università degli Studi di Parma e il Servizio Immuno-trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma.
Il progetto è stato avviato all’inizio del 2008 in collaborazione con Corios, società che ha in esclusiva la commercializzazione del sistema per l’Italia, e ha portato alla realizzazione e certificazione del primo prototipo all’inizio dell’estate 2008.
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